Ricognizione sul campo_3, San Felice sul Panaro, MO, 16 luglio 2012

Posted on 21 luglio 2012

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Un equilibrio spezzato dal sisma: criticità economiche e sociali emerse nell’incontro con Sindaco e Assessori di San Felice e di Pieve di Cento e con tecnici, professionisti e un gruppo di docenti, di ricercatori, assegnisti di ricerca, studenti dei Dipartimenti di Economia delle Università di Ferrara, Modena e Reggio Emilia, Parma.

[Appunti di Margherita Russo, integrati da Carla Ferrari]. Questa è una nota di lavoro,  NON è il verbale ufficiale dell’incontro. [appunti fotografici di Giulia Piscitelli]

Partecipano all’incontro:
Fabio Landini, Fabio Sforzi, Alessandro Arrighetti [UniPR]
Paolo Silvestri, Maddalena Vianello, Giulia Piscitelli, Alberto Zini, Luigi Golzio, Giovanni Solinas, Anna Francesca Pattaro, Margherita Russo [UniMORE]
Anna Natali, eco&eco
Mattia Tassinari, Marco di Tommaso, Silvia Podetti, Enrico Bracci, Giuseppe Marzo, Paolo Mucciacciaro, Lucia Bazzucchi, Elisa Barbieri, Lauretta Rubini, Virginia Turchi, Vincenzo Langela [UniFE]
Alessandro Pirani, assessore del Comune Pieve di Cento
Carla Ferrari, architetto
Giovanni Giovanelli, Comune San Felice
Simone Silvestri, Comune San Felice
Massimo Bondioli, Comune San Felice
Andrea Panizza, Studio Impresa Spa

Il sindaco introduce l’incontro
Il Comune di San Felice: impreparati in una zona non sismica
[11 mila abitanti, 4.500 famiglie]
[6 campi con circa 1.500 persone]
Il sindaco introduce l’incontro delineando gli effetti del sisma: morti, crolli, attività ferme da due mesi.
Crolli con effetti pesanti sul patrimonio residenziale, produttivo e storico architettonico; sull’economia.
I capannoni erano costruiti con le norme precedenti a quelle entrate in vigore nel 2008 e quindi non erano incernierati.

Criticità principale
Il sistema non è più sincronizzato, ogni componente, ogni singolo, agisce alla sua velocità. Ci sono comunità colpite dal sisma e comunità che non lo sono. Singole famiglie con case agibili e altre con case inagibili.
È difficile definire priorità, anche se la gente si aspetta risposte in tempi brevi.
Pensare è complicato. Pianificare è impossibile
Ci sono necessità impellenti: interventi sul patrimonio residenziale.

Campi:
6 campi con circa 1.500 persone.
Campi della Protezione Civile: chi è dentro viene assistito secondo i protocolli di intervento della PC. Ma chi è fuori ha comunque bisogno di servizi (dai pasti ai servizi igienici, docce, ecc.). Il Comune di San Felice ha predisposto la localizzazione nei vari capi autogestiti di bagni chimici.

Danni agli edifici
Patrimonio residenziale: controllato dalle squadre certificate della Protezione Civile.
Circa 3.400 abitazioni analizzate, 27-28% inagibili, di cui il 30% in classe E, 10% in classe C (interventi più consistenti), 10% in classe B (occorrono interventi meno consistenti)

Classi AeDES

Totale abitazioni analizzate

Di cui

A

Totale danneggiate

B-F

di cui

B

C

D

E

F

Abitazioni analizzate (val.%)

72-73%

27-28%

10%

10%

?

30%

?

3.400

Stima n. abitazioni (val.ass.)

2.448

952

95

95

?

285

?

Patrimonio edilizio di carattere industriale: la stima dei danni non viene fatta dalla Protezione Civile. Si sono salvati pochi edifici. Quasi tutti hanno bisogno di interventi. La scelta è di abbattere e ricostruire secondo le norme antisismiche.

Patrimonio architettonico storico: Tutto danneggiato. Torre dell’orologio (lesione il 20 maggio; crollo il 29 maggio); Torre Borgo (parte ovest del centro storico) restaurata nel 2008: crollo di tutte le torri e del campanile (pendeva e est, è crollata a ovest sulla chiesa); Oratorio, chiesa di Rivara, Sa Biagio (crollato il tetto); Villa Ferri (crollato il timpano)

Interventi dei Vigili del Fuoco: nel centro storico le opere di consolidamento servono a metter in sicurezza l’accesso a piedi, puntellamento di edifici che si è scelto di non demolire. Il caso d via Ferrarese: edificio a 4 piani di cui è stata puntellata l’intera facciata [vedi foto][1]

Progetti per le attività commerciali
Le attività che insistevano nel centro storico sono ferme da due mesi. Il progetto del Comune prevede la realizzazione di un centro commerciale in prossimità del centro, in area già urbanizzata, utilizzando container e creando una copertura sull’area, che protegga dalle intemperie e favorisca il passaggio.[2]

Architetto Carla Ferrari
Le schede AeDES prevedono la rilevazione di dati sulle famiglie, ma non sempre sono stati rilevati, così come non sempre è stato indicato il numero dell’aggregato che consente di identificare cartograficamente gli edifici.
Mancando una parte di questi dati il risultato, sia cartografico che anagrafico non è completo.
Le famiglie che sono in roulotte o tende possono chiedere il contributo di assistenza, ma finora non abbiamo ancora nessuna indicazione al riguardo.[3]

Amministratori di San Felice
Fiscalità
Fiscalità di vantaggio (strutturata, di servizio al territorio) vs. “no tax area”
Occorre trovare forme incentivanti per la ricostruzione (ad es. contributi a fondo perduto)

Scuole_priorità
Bando regionale sulle scuole prefabbricate. Soluzione temporanea per un anno ‑ utilizzando container ‑ per ristrutturare e mettere in sicurezza una scuola; 1 prefabbricato a 10-20 anni da costruire entro l’anno per un’altra scuola. La terza scuola non ha invece bisogno di interventi (?)
[Dove saranno localizzate questi due interventi? Che fine fa il progetto di scuola che avevano progettato per San Felice?]

Discussione_1
Norme di sicurezza nei luoghi di lavoro e responsabilità civile dell’imprenditore
Le norme del 2008 erano entrate in vigore nel 2009, ma gli edifici costruiti prima del 2008 non erano in sicurezza.
Questione della agibilità sismica. Problema: i tecnici danno pareri diversi sulla agibilità sismica e questo alimenta l’incertezza della ripresa da parte delle imprese.
Osservazione: lo stesso tipo di edificio ha reagito in modo diverso a seconda della zana in cui era localizzato
I valutatori privati stimano i danni degli edifici non residenziali (che sono invece valutati dalla Protezione Civile). Vi è poi la successiva proposta di intervento.

Simone Silvestri [assessore urbanistica di San Felice]
Differenti effetti e reazioni di biomedicale e meccanica.
Biomedicale: riorganizzazione della filiera produttiva delle multinazionali per far fronte ai danni delle camere bianche gestite da imprese conti terzi. Molte di quelle imprese erano state create da ex dipendenti delle multinazionali. Le multinazionali sono disponibili a aprire camere bianche (costo ?] per darle in affitto.
Meccanica: nel caso di capannoni non agibili si procede all’abbattimento e costruzione di nuovi capannanoni. Trasferimento dei macchinari sotto tensostrutture. Pochissime delocalizzazioni, temporanee (la norma prevede che chi delocalizza in modo definitivo non abbia diritto a contributi)
Aziende di trasporto: Circa 3500 persone [?]
Le grandi imprese assicurate contro i danni sismici: il caso della Cartiera, che ha deciso di riparare tre quarti dello stabilimento (ha anche uni stabilimento a CT e uno a Milano). Il lavoratori sono stati spostati a CT (?)[4]. Anche GPS Color era assicurata.
Impatto sui lavoratori:
CIG [non sanno quanti lavoratori sono interessati dalla CIG]
Condizioni dei lavoratori che hanno le abitazioni danneggiate e vivono nelle tende
[Effetti sull’agricoltura? Sui servizi? sulle infrastrutture?]
[Meccanica: la struttura sociale che sostiene la frammentazione della produzione richiede condizioni di vivibilità che sono state interrotte dal terremoto. La ripresa dell’attività produttiva dovrà affiancarsi alla ripresa di quelle condizioni]
La paura di rientrare nelle case
Comportamento di comuni limitrofi: il caso di Crevalcore
Il Comune di Crevalcore accoglie stabilimenti che hanno bisogno di ripartire con le attività produttive, ad es. quelli della Gambro (biomedicale)
Mutamenti demografici nei vari comuni: i flussi migratori intercomunali ridisegneranno livelli e struttura demografica e sociale del territorio
[C’è una tensione tra aree più danneggiate, da cui ci saranno abbandoni, e aree meno danneggiate, in cui si potranno avere maggiore crescita. Se l’ambito di analisi e di intervento fosse il territorio dell’Unione Comunale, ad esempio, o l’insieme dei comuni che insistono sul cratere del sisma, il bilancio potrebbe essere a somma zero, o in crescita, per effetto della fase espansiva che accompagna la ricostruzione. Resta quindi il problema di quante risorse arriveranno per la ricostruzione, e di come saranno allocate tra i territori e tra le diverse destinazioni d’uso]
È saltato un sistema.
Occorre tenere in equilibrio scuola, lavoro, abitazioni: “dal 1° ottobre non più in tenda”
L’equilibrio che è saltato è anche quello dei diversi piani temporali delle azioni individuali, pubbliche.
In questo quadro, non aiuta il fatto che i Comuni non dispongano dei dati necessari per programmare gli interventi:
–   quante famiglie hanno bisogno di alloggi?
–   in che condizioni lavorative/di reddito/di patrimonio si trovano i diversi nuclei famigliari?
Azioni del sistema territoriale
La Valsat complementare ai PSC adottati in Emilia[5]

Giovanni Giovanelli [Assessore al bilancio]
Priorità: occorre far fronte alle mancate entrate
Quelle che erano coperte dall’IMU sono state azzerate dalla sospensione del pagamento nei comuni del cratere sismico (circa 1,2 milioni)
Quelle che erano coperte dal pagamento delle utenze (acqua e gas delle municipalizzate) sono azzerate dalla sospensione del pagamento delle utenze.
Risorse previste: 3 miliardi per le aree del sisma (contro i 10 mld per L’Aquila), ma solo 500 mila euro sono certi.
Lo scenario delle risorse è ancora talmente incerto da non consentire una programmazione

Scenari di programmazione
Quale programmazione in una situazione che è mutata dal punto di vista economico, sociale e demografico? [sono scomparsi i cinesi]
Ospedale di Mirandola: non riapre fino al 2013 [cosa faranno nel frattempo i lavoratori dell’ospedale?]

L’Unione dei comuni dell’area Nord[6] (Camposanto, San Felice, Finale, Concordia, Cavezzo, San Possidonio, San Prospero, Mirandola, Medolla)
Un’area di 90 mila abitanti. Ha sviluppato il piano della Cispadana. Ha coordinato i servizi sociali all non autosufficienza.
L’Unione non ha un organo politico di rappresentanza e in questi due mesi di emergenza l’efficacia dell’Unione è stata indebolita[7].

Discussione_2
Un ragionamento di lungo periodo:
Anna Natali propone di avviare un ragionamenti sul FP8: favorire le condizioni in cui i sindaci si preparino agli appuntamenti che vedranno poi impegnata la Conferenza Stato Regioni. Potranno arrivare risorse da investire nei comuni dell’area colpita dal sisma: diverso sarà se i comuni si presenteranno insieme.
Un esempio: il patrimonio artistico. Se il Ministero dei beni Culturali decidesse un piani per l’Emilia, dove dovrebbero andare le risorse?
Risposta: lavorare insieme lo sanno già fare (es. Cispadana; norme urbanistiche condivise tra i vari comuni). Ciò che serve sono le risorse per gli interventi, ma non possono assumere persone per fare analisi.
[NB la scala e complessità dei problemi che si devono affrontare oggi, e per acquisire le risorse necessarie, è ben diversa da quanto questi comuni hanno sperimentato finora, con tempi lunghissimi nella gestione ordinaria, per es per le norme sui servizi alla non autosufficienza]

Necessità di brevissimo periodo: in che modo aiutare “qui e ora” il Comune di San Felice per definire il numero d famiglie in edifici non agibili?
Risposta: può essere utile il contatto con Golzio e Zini che già operano a Cavezzo[8]

Laboratorio interdipartimentale: formalizzare il Laboratorio presso i tre atenei e sottoscrivere un accordo di programma con la Regione

Prossime scadenze
– Stesura di un verbale
– Presentare [entro luglio] ai due assessorati la proposta per l’accordo di programma sul Laboratorio interdipartimentale
– In che modo coinvolgere gli studenti? Due ipotesi: CFU per un Laboratorio di economia applicata e valutazione (Silvestri e Russo), voucher per la ricerca (come in Toscana)

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Altre osservazioni di MR in nota


[1] I VVFF di Trento sono quelli più esperti nei puntellamenti/coperture realizzate in legno. In centro a San Felice (via Ferrarese) vari tratti del portico e edifici della via sono stati puntellati con strutture in legno che appaiono opere di falegnameria esperta. Di chiara impronta trentina è la puntellatura dell’edificio di via F., altri edifici in quella via sono realizzati anche dai VVFF di Napoli e di Belluno. Intervistati da MR e PS, due VVFF di Torino hanno indicato i VVFF di Trento come il riferimento per la padronanza delle tecniche, a cui anche altri gruppi di VVFF fanno riferimento.

[2] L’intervista [di MR, PS. GP e MV, prima della riunione] alla commerciante che gestiva il principale negozio di generi alimentari a San Felice evidenziava le criticità di questo progetto di carattere temporaneo (3 anni, minimo): alcuni commercianti, che avevano attività in locali in affitto in centro, avevano inizialmente aderito ma poi avevano valutato poco conveniente una soluzione provvisoria, cercando soluzioni più definitive in locali agibili, magari in periferia o in altri paesi. Quale sarà la prospettiva dopo i tre anni di sistemazione provvisoria? I proprietari di locali nel centro di San Felice saranno disponibili a investire per ripristinarli i locali danneggiati e renderli nuovamente disponibili per l’affitto? Se questo non avvenisse, chi ora sceglie una soluzione temporanea, nel centro commerciale-container, si troverà comunque a dover cercare tra tre anni una soluzione non nel centro storico.

Occorrerebbe quindi un quadro di incentivi che consenta di valorizzare l’intervento provvisorio e che garantisse un certo numero di locali in affitto tra tre anni in centro. Chiedere a CF quale meccanismo sia stato previsto, o sia in discussione.

[3] Verificare con CF se i contributi non stati richiesti [come è sembrato dalla domanda diretta di PS: “quanti contributi sono stati richiesti?”, risposta: “non lo sappiamo”], o se non sono ancora stati erogati.

[4] Di quanti lavoratori si tratta? Che ne è delle loro famiglie? Sono stati spostati con le famiglie?

[5] “Il passaggio dalle scelte programmatiche alle scelte di pianificazione avviene attraverso la ValSAT (valutazione di sostenibilità ambientale e territoriale). A tal fine la ValSAT viene impostata già nella fase di Quadro Conoscitivo. La raccolta dei dati per il Quadro Conoscitivo deve infatti essere di tipo selettivo, finalizzata ad un percorso di costruzione delle scelte di pianificazione che utilizza la Vas_Valsat come percorso di avvicinamento al piano, attraverso la costruzione di scenari di pianificazione che consentano di essere valutati in alternativa fra loro, per poter scegliere l’assetto del territorio più coerente con gli obiettivi definiti dall’amministrazione. La ValSAT è richiesta dalla L.R. 20/2000 per assicurare che le scelte circa gli usi e i processi di trasformazione del suolo presentino un bilancio complessivo positivo, cioè comportino un miglioramento o, quanto meno, non comportino un peggioramento della qualità del territorio. La ValSAT ha il compito di evidenziare i potenziali impatti delle scelte operate ed individuare le misure idonee ad impedirli, ridurli o compensarli.” (Carla Ferrari, lezione nel corso di Analisi del territorio, aa. 2011-2012)

[7] Consultando il sito web dell’Unione non c’è al momento alcun riferimento al terremoto

[8] Non è chiaro di cosa si tratta: chiedere a Golzio di descrivere

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