Ricostruiamo con un’idea di scuola

Posted on 25 luglio 2012

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Quale edilizia scolastica per la ricostruzione delle scuole? Sono necessarie innovazioni che favoriscano la flessibilità curriculare e organizzativa, per le quali occorre un rapporto con gli studenti di forte collaborazione e coinvolgimento. Creare un ambiente scolastico capace di sostenere una migliore qualità dell’istruzione: una occasione della ricostruzione. Il progetto, elaborato dalla scuola Luosi di Mirandola, propone una diversa concezione del modello aula e del laboratorio individuando la formazione per competenze come riferimento.

Riprendiamo qui un commento di Giorgio Siena, dirigente scolastico  a Mirandola, postato qualche giorno fa sul blog. Leggi il documento completo

L’ edilizia scolastica in Italia, con le eccezione delle materne e talvolta delle scuole elementari, non obbedisce ad un modello pedagogico e didattico: non rappresenta quasi mai un’idea di scuola.
La realizzazione dell’edificio scolastico è opera delle figure professionali specialiste della progettazione nell’edilizia.
Vi è l’idea cioè che la scuola sia un semplice contenitore di spazi identici, ripetitivi e non flessibili.
Un alveare nella quale ogni cella è l’unità costitutiva della scuola, l’unica conosciuta almeno in Italia, che è la classe.
In una simile visione di scuola non è contemplata né la flessibilità curriculare né quella organizzativa che pure sono gli elementi concreti dell’autonomia scolastica e del suo esercizio.
Le esigenze spesso pensate per l’infanzia non sono meno importanti, sul piano educativo e didattico, per gli adolescenti, in particolare gli spazi, gli ambienti e l’architettura scolastica sono alla base dell’apprendimento.
Le aule per classi devono essere multifunzionali e adattabili: a fianco ad aule classiche devono essere organizzati spazi multifunzionali.
Questa premessa significa riflettere su quanto segue:
1. Esiste una correlazione fra la progettazione dell’offerta formativa, la ricerca di innovazione e l’ambiente didattico che si costruisce: spazi, risorse, strumenti e caratteristiche?
2. Gli studenti, rispetto alla loro crescita culturale e formativa, hanno bisogno di un contesto funzionale, vivibile ed il meno possibile anonimo e standardizzato?
3. Si può realizzare un ambiente didattico che non ostacoli la formazione, che abbia anche spazi informali, personalizzati ed interattivi nella didattica?
Sono domande che hanno una risposta affermativa e richiedono la disponibilità all’innovazione della scuola e ad un rapporto con gli studenti di forte collaborazione e coinvolgimento.

Giorgio Siena

> Su questo tema guarda anche Una proposta per le scuole: conoscenza attiva del territorio, di Paola Mengoli

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