Il ruolo dell’università nella ricostruzione post-terremoto

Posted on 7 agosto 2012

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Inizia, con una breve rassegna di esperienze internazionali, la serie di segnalazione di link ad articoli o blog che descrivono diverse modalità di coinvolgimento delle università nella ricostruzione post-terremoto, in vari paesi più o meno recentemente colpiti da fenomeni sismici gravi
[a cura di Federica Rossi]

Attività  di ricerca e di intervento
Un articolo su un blog giapponese riporta l’impegno di Tohoku University in Giappone nella ricostruzione seguita al grave terremoto e tsunami del 2011. L’università ha non soltanto partecipato direttamente alle operazioni di assistenza a persone colpite da terremoto, ma ha anche avviato attività di monitoraggio del suolo e di rilevazione dei danni al suolo e alle strutture (facoltà di scienze e ingegneria) e di rilevazione dei danni a edifici storici e culturali (facoltà artistiche e umanistiche).
Sempre in Giappone, l’università di Wasada ha attuato diversi progetti in varie aree tematiche relative alla ricostruzione, che coinvolgono tutte le facoltà sia scientifiche che mediche, sociali e umanistiche. L’università ha anche svolto un ruolo di coordinamento per alcune attività di volontariato svolte dagli studenti.
In Nuova Zelanda, esiste un interessante centro di ricerca interuniversitario, Resilient Organizations, finanziato sia con fondi di ricerca pubblici che da imprese private, che ha come primo obiettivo quello di studiare cosa rende le organizzazioni capaci di superare con successo disastri di vario tipo.

Formazione
In Nuova Zelanda, l’Università di Canterbury a Christchurch offre un corso ‘La ricostruzione di Christchurch‘ in cui si discute di come gli studenti possono mettere le loro conoscenze e capacità al servizio dello sforzo di ricostruzione.
Anche l’università di Wasada in Giappone ha attivato un interessante corso interdisciplinare su ‘Great East Japan Earthquake reconstruction and support subjects’. Il programma si trova qui.

Volontariato
In Giappone, sia Tohoku University che Wasada University hanno organizzato e coordinato team di volontari, composti da studenti e staff, impegnati nelle operazioni di assistenza alle popolazioni colpite dal sisma, in collaborazione con le istituzioni locali delle aree colpite.
E’ poi interessante che il ministero dell’istruzione giapponese abbia imposto alle università di riconoscere le attività di volontariato svolte dagli studenti universitari come crediti formativi. Se ne parla qui.

Tesi di laurea
Le tesi di laurea possono diventare un’opportunità per studiare gli effetti del terremoto e per progettare la ricostruzione da una molteplicità di prospettive disciplinari.
Ad esempio, un blog dell’Università di Portland in Oregon descrive come la collaborazione tra un docente di architettura di questa facoltà e un collega giapponese abbia portato alla realizzazione di uno programma chiamato ‘Regenerative Design’ grazie al quale gli studenti possono sviluppare le proprie tesi di laurea sul tema della ricostruzione urbana dopo un disastro. Un modello che potrebbe essere replicato in altre discipline.

Vedi anche le iniziative in Emilia-Romagna
Laboratorio Interdipartmentale
Laboratorio multidisciplinare per gli studenti universitari

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