OCSE: ricostruire e cambiare dopo disastri naturali

Posted on 7 maggio 2013

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L’OCSE ha assistito il governo italiano nella progettazione di una strategia di lungo periodo per rilanciare l’economia locale della Regione Abruzzo, dopo il terremoto del 2009 che ha colpito una vasta area con la città di L’Aquila (capoluogo della regione) come suo epicentro.
La valutazione delle politiche per costruire regioni resilienti che sono state colpite da grandi catastrofi naturali richiede risposte politiche place-based, per due ragioni principali:

  • Le decisioni di ricostruzione a breve termine avranno un impatto sulle opzioni disponibili per lo sviluppo sostenibile a lungo termine. La ricostruzione, quindi, deve diventare l’occasione per ripensare e attuare una strategia coerente di sviluppo economico e sociale incentrata sul potenziale economico e occupazionale delle aree colpite.
  • L’attuazione della strategia di sviluppo ha bisogno di un quadro di governance efficace e strumenti per garantire il coordinamento tra i soggetti pubblici e privati ​​e di partnership nazionale-locale.

Otto raccomandazioni

Le discussioni tra esperti provenienti da regioni OCSE colpite da calamità naturali ha portato alla elaborazione di otto raccomandazioni di politiche per la ricostruzione dopo un disastro naturale. Le raccomandazioni presenti nel rapporto possono guidare le regioni in tutti i paesi per essere più resilienti e aiutarle a controllare le buone pratiche e migliorare il benessere delle comunità locali dopo le catastrofi naturali:

1. Assicurarsi che le decisioni a breve termine non impediscano opzioni a lungo termine.
2. Identificare la base economica e gli soecifici fattori sociali ed economici che possono orientare la regione nell’aumentare la sua capacità di recupero.
3. Sviluppare una strategia integrata per la riqualificazione, dopo un disastro naturale, rafforzando il dialogo tra le parti interessate per aumentare la visibilità delle riforme necessarie e la qualità delle decisioni.
4. Le scelte strategiche devono essere condotto a livello locale.
5. Utilizzare l’occasione di una crisi per introdurre riforme o norme per il paese.
6. Favorire la partecipazione dei cittadini per aiutare il processo decisionale.
7. Fare della deliberazione pubblica una componente regolare della strategia di sviluppo regionale.
8. Costruire la fiducia, aumentare la responsabilità delle politiche e migliorare la capacità delle amministrazioni.

Otto consigli per costruire regioni resilienti, dopo un disastro naturale: Scarica il documento

Policy Making after Disasters | OECD Free preview | Powered by Keepeek Digital Asset Management Solution

Il Rapporto “Policy Making after Disasters: Helping Regions Become Resilient – The Case of Post-Earthquake Abruzzo” (“L’azione delle politiche a seguito di disastri naturali: aiutare le regioni a sviluppare resilienza”) rappresenta il primo studio dell’OCSE sulle strategie multi-settoriali nelle regioni post disastro e fornisce raccomandazioni concrete sul come portare avanti l’impegno di ricostruzione in Abruzzo a seguito del terremoto che nel 2009 ha colpito L’Aquila (capoluogo di regione) e l’area circostante. Il presente Rapporto individua numerose priorità chiave sulle quali le amministrazioni nazionali e locali devono convergere per assicurare una visione strategica comune.

Il Rapporto fornisce anche altre regioni preziosi insegnamenti sulle condizioni per una corretta attuazione di strategie a lungo termine. I lettori possono accedere alla versione integrale della pubblicazione scegliendo tra le opzioni riportate nel sito dell’Ocse. http://www.oecd.org/gov/regional-policy/buildingresilientregionsafteranaturaldisaster.htm

Permanent URL: http://www.oecd.org/regional/L’Aquila

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