a un anno dal sisma: a Modena un assegno di ricerca per analizzare gli effetti del sisma su economia e società

Posted on 20 maggio 2013

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Il Consiglio di Dipartimento di Economia Marco Biagi ha approvato il finanziamento di un assegno di ricerca per un progetto di analisi degli effetti economici del sisma del maggio 2012 in Emilia Romagna, presentato dai professori Margherita Russo e Paolo Silvestri. Il bando uscirà entro settembre 2013.

Il sisma del maggio 2012 ha lasciato un’impronta pesante sul territorio emiliano. Con una popolazione di circa 550 mila abitanti, i 33 comuni del cratere costituiscono una tra le aree più produttive del paese, che produce quasi il 2% del PIL nazionale e fornisce un significativo contributo alle esportazioni (Banca d’Italia 2013). È un’area da tempo oggetto di studio, per la forte presenza di distretti industriali e agricoli noti in tutto il mondo e per la governance, frutto di un particolare equilibrio tra azione privata e pubblica. I danni materiali riguardano prevalentemente le abitazioni (circa 31 mila inagibili), gli edifici storici e culturali, oltre che gli edifici per servizi e quelli ad uso commerciale e industriale, il cui ripristino è una condizione necessaria per assicurare la ripresa delle attività economiche e sociali.

La letteratura economica non ha finora prodotto risultati omogenei sugli effetti dei disastri naturali (Albala-Bertrand 1993, Skidmore e Toya 2002, Loayza et al. 2009, Cavallo e Noy 2011,  Cavallo et al. 2012). Alcuni studi hanno quantificato un effetto neutrale o addirittura positivo, mentre altri hanno rilevato un effetto negativo, anche se differenziato per settori (costruzioni vs servizi, ad esempio).  Spesso le indagini empiriche su questo tema sono state indebolite dalla scarsità dei dati disponibili, dal momento che molti disastri considerati hanno colpito paesi in via di sviluppo con istituzioni fragili e scarsità di dati amministrativi. Il sisma emiliano ha invece colpito una zona in cui dovrebbe essere disponibile un’ampia quantità di informazioni di qualità.

L’idea di fondo del progetto è che il terremoto, via l’inagibilità dei contenitori in cui si svolgono gran parte delle attività umane, ha prodotto una serie di fratture nel sistema economico e sociale, di cui non è facile prevedere la ricomposizione: organizzazioni economiche, amministrazioni pubbliche, famiglie vanno in cerca di soluzioni e di risposte ai propri obiettivi, che non necessariamente sono gli stessi di prima del terremoto e che sono enormemente differenziati a seconda della natura dei soggetti e della prospettiva temporale con cui debbono/possono essere affrontati (Oecd 2013).

L’obiettivo del progetto consiste nella costruzione di un sistema di monitoraggio degli effetti del sisma sull’economia della zona colpita e sulle condizioni economico-sociali delle famiglie ivi residenti. Sulla base di questo sistema di monitoraggio, si valuteranno le conseguenze del terremoto sulle condizioni economiche e sociali dell’area colpita. A tale scopo si utilizzerà anche il database della terza Indagine Capp sulle condizioni economiche e sociali delle famiglie residenti nella Provincia di Modena (Icesmo3), che contiene domande specificamente pensate per indagare gli effetti del terremoto sulle famiglie dell’area.

La messa a punto di un sistema di monitoraggio comporta la costruzione di una banca dati che consenta il confronto dinamico tra i comuni del cratere e un gruppo di comuni di controllo (con una frequenza minima delle osservazioni su base annuale). Si costruiranno due diversi gruppi di controllo. Il primo è costituito da comuni, della stessa regione o di regioni limitrofe, con caratteristiche simili a quelle dei comuni coinvolti. Il secondo è invece rappresentato da comuni vicini a quelli colpiti, ma non direttamente posti nel cratere; in essi non è scontato che l’attività economica abbia subito un rallentamento dopo il sisma, per la possibilità di rimpiazzare la capacità produttiva distrutta nelle zone del cratere.

Nella costruzione del sistema di monitoraggio, vanno definiti indicatori del grado di severità/intensità dello shock sismico sui diversi comuni, si devono rilevare gli interventi di policy e gli indicatori che ne diano una quantificazione (e loro corretta distribuzione nel tempo). Per tutti i gruppi di comuni, si raccoglieranno variabili di contesto e variabili di outcome. Particolare sforzo dovrà essere dedicato al censimento delle banche dati e in particolare degli archivi amministrativi utilizzabili, che potenzialmente sono numerosi, ma non tutti effettivamente disponibili e non necessariamente significativi.

Per la stima dell’impatto del terremoto ci si avvarrà di diversi metodi di analisi. Il progetto di ricerca prevede in particolare l’applicazione di modelli econometrici che permettano di confrontare l’andamento degli indicatori raccolti in Emilia-Romagna prima e dopo il sisma con le stesse differenze tra prima e dopo misurate per i gruppi di controllo, dopo aver tenuto conto delle caratteristiche idiosincratiche dei vari contesti e del ciclo economico comune (difference-in-difference, gruppo di controllo sintetico (Abadie et al., 2001 e 2010)).

Il progetto si dovrebbe sviluppare su un biennio:

Primo anno: predisposizione dei dati e della struttura del sistema di monitoraggio, e prime analisi empiriche.
Secondo anno: analisi dell’impatto del sisma.

Il candidato dovrà possedere un dottorato (in economia, o scienze politiche, o sociologia) o essere prossimo alla sua conclusione, e dovrebbe essere in possesso di una solida base economico-statistica.

Riferimenti bibliografici

Abadie A., Gardeazabal J. (2001), The economic costs of conflict: a case-control study for the Basque country, Nber wp n. 8478.

Abadie A., Diamond A., Hainmuelle J. (2010), Synthetic control methods for comparative case studies: estimating the effect of California’s Tobacco Control Program, Journal of the American Statistical Association, 105:490, 493-505.

Albala-Bertrand, J.M. (1993) Political economy of large natural disasters, Clarendon Press, Oxford.

Banca d’Italia (2013), L’economia dell’Emilia-Romagna, Economie Regionali, 9.

Cavallo, E., S. Galiani, I. Noy e J. Pantano (2012), Catastrophic natural disasters and economic growth, Review of Economic and Statistics, in corso di stampa.

Cavallo, E. e I. Noy (2011), Natural disasters and the economy: a survey, International Review of Environmental and Resource Economics, 5: 63-102.

Kahn, M.E. (2005), The death toll from natural disasters: the role of income, geography, and institutions, Review of Economics and Statistics, 87: 271-284.

Loayza, N., E. Olaberría, J. Rigolini e L. Christiansen (2009), Natural disasters and growth-going beyond the averages, World Bank Policy research working paper 4980.

Noy, I. (2009), The macroeconomic consequences of disasters, Journal of Development Economics, 88: 221-231.

Oecd (2013), Policy making after disasters. Helping regions become resilient. The case of post-earthquake Abruzzo, Oecd Publishing.

Stromberg, D. (2007), Natural disasters, economic development, and humanitarian aid, Journal of Economic Perspective, 21: 199-222.

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