Scuola e sisma, un anno dopo: “La speranza si è alzata”

Posted on 30 maggio 2013

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Parole di una bambina di quinta elementare. Parole che Stefano Versari ha fatto sue, nella conferenza stampa durante la quale il 29 maggio 2013 l’Ufficio scolastico regionale ha presentato il bilancio a un anno dal sisma. E’ moderatamente soddisfatto il vicedirettore dell’Usr, anche se invita a non abbassare la guardia.

Scuola e sisma, un anno dopo
“Bene, ma tenere la guardia alta”
di Riccardo Rimondi

“Non è finita. La sofferenza, il dolore e le perdite sono reali, e ci vorranno anni per ricostruire i territori” sottolinea Stefano Varsari. Un lasso di tempo durante il quale la scuola dovrà continuare a svolgere il compito che ha avuto negli ultimi dodici mesi: “Un punto di riferimento per la comunità. Un polo di aggregazione sociale, perché non ci sono altri spazi comuni disponibili. Nella zona terremotata la scuola dev’essere attenta, perché opera in un contesto difficile.” Dopo il terremoto, la scuola era stata indicata da più parti come l’istituzione da cui ripartire. Per esigenze logistiche -bisognava chiudere l’anno e iniziarne uno nuovo-, ma anche per il suo valore simbolico. Due sono state le strade intraprese: innanzitutto affrontare l’emergenza, garantendo lo svolgimento degli scrutini e degli esami di Stato, trovando intanto sistemazioni provvisorie a tutte le classi entro ottobre. A partire da settembre, per garantire lo svolgimento del servizio, sono stati impiegati in via straordinaria 8,4 milioni di euro per assumere 158 collaboratori scolastici e 129 docenti, distribuiti su settantasei scuole. Circa altri quattrocentomila euro sono stati distribuiti tra sessantatrè istituti per far fronte alle prime emergenze. Il secondo punto era investire sulle tecnologie: poco più di due milioni e mezzo di euro sono arrivati dal ministero per ripristinare i laboratori e acquistare strumenti informatici e lavagne interattive multimediali. Una ricostruzione 2.0, quindi, almeno per quanto riguarda il settore scolastico. Duecentomila euro, infine, sono andati in progetti sul post-sisma che hanno coinvolto le scuole. In totale, il ministero dell’Istruzione ha investito quasi undici milioni e mezzo di euro nella zona terremotata, a cui vanno aggiunti i cinque raccolti da donazioni di privati e investiti in dotazioni tecniche, libri e attrezzatura informatica. Oggi è necessario mantenere alto il livello dell’attenzione. “L’emergenza è superata, ma non è conclusa”, ammonisce Versari. “Abbiamo realizzato un anno scolastico in condizioni impensabili, ma sarebbe sbagliato dire che queste comunità non hanno più bisogno di nulla”.

I dati presentati dall’Ufficio scolastico regionale:
http://ww2.istruzioneer.it/wp-content/uploads/2013/05/Riepilogo-donazioni.pdf
http://ww2.istruzioneer.it/wp-content/uploads/2013/05/Tabelle-dettaglio-donazioni.pdf

 

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